Casi Clinici

Gravidanza e i problemi della dolce attesa

D.O. Michetti No Comments
Osteopatia gravidanza e post-parto

 Mamma in dolce attesa con problemi dovuti alla gravidanza

Osteopatia gravidanza e post-parto

Paziente

Sig.ra E.I. 40 anni.  La paziente al quarto mese di gravidanza, lamentava un dolore nella zona lombosacrale sinistra estendendosi nella parte posteriore sinistra della coscia. Il dolore si manifestava al movimento (soprattutto nel camminare, salire le scale, rigirarsi nel letto, alzarsi da una posizione seduta), limitando così la normale vita quotidiana.

Osservazioni

In gravidanza le cause possono essere molteplici: incremento degli ormoni, cambiamenti posturali e del baricentro , aumento di peso, ingrossamento dell’utero e stress emotivo. Tutto ciò ha causato delle disfunzioni osteopatiche con manifestazione infiammatorie e sintomatologiche.

Trattamento osteopatico

Per curare la sintomatologia acuta, il paziente è stata visto tre volte nel primo mese e mezzo. I trattamenti sono stati incentrati sulla liberazione del bacino, delle vertebre lombari , delle vertebre cervicali e delle fasce del cranio.

Già dai primi trattamenti la sintomatologia è migliorata e la paziente è stata vista una volta al mese per un trattamento di mantenimento sul sistema cranio-sacrale (per tenere sotto controllo la sintomatologia) e sulla motilità dello stomaco (per aiutare lo stress emotivo).

Consigli

Per evitare che la schiena sia eccessivamente sovraccaricata è importante seguire questi accorgimenti:

Eseguire movimenti corretti

Mentre si cammina, cercare di distribuire uniformemente il peso su tutta la colonna vertebrale e sul bacino. Quando si gira intorno a sé, non ruotare solo la schiena, ma muovere i piedi e tutto il corpo per evitare movimenti dolorosi.
Evitare di sollevare oggetti pesanti. Quando si raccoglie qualcosa da terra piegare le ginocchia e non chinarsi in avanti come verrebbe spontaneo. Sollevare lentamente l’oggetto facendo leva solo sui muscoli delle gambe, cercando di mantenere la schiena dritta.
Durante le faccende domestiche (stirare, cucinare o pulire) è importante lavorare su una superficie sufficientemente alta per impedire di chinarsi. Cercare di bilanciare il peso tra due borse quando si trasporta la spesa. Se la futura mamma svolge un lavoro sedentario, dovrebbe procurarsi una sedia a schienale alto, flessibile, ma rigido, per mantenere la schiena dritta e ben supportata. Si deve cercare di mantenere la posizione ben eretta, con entrambi i piedi appoggiati a terra. Inoltre, di tanto in tanto, si dovrebbe fare un intervallo, alzandosi in piedi e compiendo qualche passo nella stanza.
Evitare movimenti bruschi per alzarsi da una posizione sdraiata: girarsi su un fianco e solo in seguito mettere le gambe a terra.

Non aumentare troppo di peso

La futura mamma dovrebbe cercare di non aumentare eccessivamente di peso, per non aggravare la pressione sulla zona addominale ed evitare di sovraccaricare ulteriormente la colonna, costringendola a curvature innaturali. L’aumento dovrebbe essere mantenuto entro i 10 chili.

Attenzione alle calzature

scarpe per donne in cintaLa scelta delle scarpe è molto importante: per evitare il mal di schiena in gravidanza è opportuno indossare calzature comode, larghe alla base e che non superino i 4 cm di altezza. Le calzature devono permettere di distribuire equamente il peso del corpo. Le scarpe con i tacchi alti non forniscono un adeguato sostegno, sbilanciano in avanti il peso del corpo, accentuando ulteriormente la curvatura della colonna ed esponendo a rischio di cadute. Anche le ballerine andrebbero evitate: costringono il piede ad una postura scorretta e non distribuiscono bene il peso del corpo.

Evitare di dormire sulla schiena

Come dormire in gravidanzaDurante il riposo, cercare di dormire su un fianco, mantenendo una o entrambe le gambe piegate. Considerare l’utilizzo di un cuscino tra le ginocchia piegate o che fornisca un supporto sotto l’addome e dietro la schiena. La posizione supina può causare un’eccessiva pressione sulla colonna vertebrale e sui nervi che la percorrono, aggravando il mal di schiena.
Scegliere un cuscino basso ed un materasso dalla giusta consistenza (né troppo morbido, né troppo rigido) può aiutare a prevenire e ad alleviare il mal di schiena in gravidanza.
Per qualsiasi altra informazione scrivete nei commenti e se il problema/dolore non passa potete contattarmi telefonicamente o prenotare una visita tramite la pagina “Contatti“.

D.O. Michetti Emiliano

Cefalea fronto-mascellare

D.O. Michetti No Comments

Sinusite

Un giovane di 22 anni lamenta dolore in territorio oftalmico e mascellare da 1 anno circa, maggiore nei periodi più freddi e nei periodi di stress diagnosticata come sinusite e come tale trattata farmacologicamente con mucolitici e antibiotici oltre a fans nei casi di riacutizzazione ma con scarsi e brevi miglioramenti.

Osservazioni: il soggetto si presenta in studio a novembre già raffreddato e con sinusite in fase acuta. Si è ipotizzato una difficoltà di drenaggio dei seni frontali e mascellari da cui le continue recidive.

Trattamento: il trattamento è stato mirato a ristabilire il drenaggio dei seni attraverso la mobilizzazione della suture intermascellare e maxillo-palatina e, per via indiretta, del vomere e dell’etmoide. Dopo il secondo trattamento la sintomatologia è migliorata, dopo il terzo si è avuta l’escrezione di muco molto liquido, di colore giallo scuro con striature di sangue in seguito alla quale si è risolta la sintomatologia. Sono stati necessari altri due trattamenti a distanza di qualche mese per una leggera recidiva limitata al territorio del frontale. Attualmente si presenta una volta l’anno in via preventiva ma non ha più avuto recidive.

Lombalgia

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Lombalgia mal di schiena donna

Lombalgia

Lombalgia mal di schiena donna

Paziente

La signora lamenta lombalgia con dolore lombo-sacrale non irradiato da circa 2 anni con tendenza ad aumentare in intensità,  dolore maggiore nelle ore notturne e da ferma, migliora da eretta e con movimento blando, riferisce caduta sul sedere 1 anno fa, ma la sintomatologia era già presente, esami strumentale (rx, rmn) negativi, parto cesareo 3 anni fa, successivamente ha sofferto di stipsi che le dava dolori in fossa iliaca sn, frequenti cistiti di cui una importante circa 9 mesi fa, piccolo prolasso vescicale.

Osservazioni

Ai test dinamici la signora evidenzia solo rigidità della cerniera lombo-sacrale e delle articolazioni sacro-iliaca le quali mobilizzazioni meccaniche non risvegliano la sintomatologia, all’osservazione si evidenzia anche una congestione addominale diffusa ed un cheloide della cicatrice del cesareo doloroso alla mobilizzazione.

Trattamento

Il trattamento è stato mirato alla mobilizzazione e lo scollamento della cicatrice e dei legamenti uterini (legamenti larghi e utero-ovarici) ed alla mobilizzazione dell’utero rispetto al sacro. Le sintomatologia  si è attenuata per poi scomparire dopo la seconda seduta mirata alla mobilizzazione articolare della cerniera lombo-sacrale. Qui la rigidità era dovuta alle tensione esercitata dai legamenti sacro-rettali e retto-uterini a loro volta sollecitati dalla mobilità alterata dell’utero a causa delle aderenze post operatorie.

Parestesie palmari

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Tunnel Carpale

 La signora lamenta parestesie palmari all’arto di sinistra da mesi, nel territorio di innervazione del nervo mediano, maggiormente nelle ore notturne. Dopo EMG positiva, eseguita solo sulla porzione palmare, le viene diagnosticata una sindrome del tunnel carpale per la quale le viene consigliato l’uso di un guanto posizionale in attesa di intervento.

Osservazioni: la signora non riferisce traumi diretti ne pratica attività con intenso interessamento del polso tale da far pensare ad un  ispessimento dei legamenti del tunnel carpale, in compenso riferisce una caduta con interessamento del gomito circa 2 anni prima. All’esame della mobilita del polso questo si mostra libero da tensioni mentre è notevolmente limitata la supinazione dell’avambraccio con ipertonia del pronatore rotondo e dei flessori superficiale e profondo delle dita, oltre alla rotazione del capitello radiale (qualcosa a che vedere con la caduta?).

Trattamento: il trattamento è stato mirato a ristabilire in primis la rotazione del capitello e successivamente alla decontrattura dei fasci muscolari retratti. Il problema si è risolto in seduta, seguita solo dal consiglio di esercizi di stretching per la muscolatura dell’avambraccio che, probabilmente in ipertonia per il lavoro svolto su un’articolazione radio-ulnare in disfunzione, comprimeva il percorso del mediano.

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Emiliano Michetti - MioDottore.it

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