Osteopatia

Problemi digestivi come interviene l’osteopatia

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Problemi digestivi: cause, sintomi, patologie e come interviene l’osteopatia.                              

 

Problemi digestiviNel corso dei millenni il nostro organismo è stato sottoposto ad un continuo processo di adattamento necessario per fronteggiare i mutamenti climatici ed ambientali. Tra questi un ruolo di primaria importanza è stato ricoperto dalla dieta.

Da cacciatore e raccoglitore di bacche e tuberi l’uomo primitivo è gradualmente passato all’agricoltura e all’allevamento modificando radicalmente sia le abitudini di vita sia quelle alimentari.

Se tutto ciò da un lato ha consentito una maggiore disponibilità di cibo dall’altro ha decisamente limitato la varietà di cibi presenti nella dieta. Da allora fino ad oggi i cereali hanno infatti costituito la base imprescindibile dell’alimentazione umana.                                                                   La digestione, che avviene nella cavità orale, nello stomaco e nella prima parte dell’intestino, è un processo fisiologico mediato da una serie di trasformazioni chimico-fisiche, attraverso le quali l’organismo muta gli alimenti in sostanze atte ad essere assorbite ed assimilate.

Alla digestione partecipano numerosi organi, che nel loro insieme costituiscono un lungo tubo chiamato apparato digerente.

Il processo digestivo, in breve, interessa: bocca, esofago, stomaco, duodeno e intestino, ed enzimi digestivi prodotti dal pancreas e dal fegato .

Le difficoltà digestive sono raggruppate sotto il generico termine dispepsia (dal greco dys-pepsia, ossia “cattiva digestione”).

Cause e patologie dei problemi digestivi:                                                          

Pasti pesanti e abbondanti, pasti ricchi di zucchero, alcol e fumo, vita sedentaria, farmaci, reflusso gastrico esofageo, ernia iatale, gastrite, ulcera, helicobacter pylori, calcoli colecisti, diverticoli, colite, stress e ansia, disbiosi, celiachia, intollerante alimentati, malattie dell’apparato digerente ecc………..                                                   Sintomi:

Pesantezza, acidità, eruttazioni, alitosi, sonnolenza, cervicalgia, dorsalgia, lombalgia, dolore alla spalla, dolore agli arti inferiori , dolori a livello articolare, mal di testa, dolore alto o basso ventre, gonfiore addominale, flatulenza, tosse secca o stizzosa, mal di testa, stitichezza, diarrea ecc…..

N.B. Una ricerca condotta in Begio e pubblicata su Nature e Microbiology svelerebbe il rapporto tra intestino(considerato il secondo cervello) e disturbo depressivo. Anche il Dottor Gerson è fautore di tale tesi il quale afferma che intestino e cervello sono collegati dal nervo vago.

Rimedi ai problemi digestivi

Cosa può fare l’osteopatia per i problemi digestivi

Il trattamento osteopatico consiste nel ripristinare la mobilità dell’organismo interessato(il movimento ad esempio dello stomaco o del fegato rispetto al diaframma) e la motilità ( cioè il movimento all’interno dell’organismo stesso) con lo scopo di migliorare la funzionalità dell’organo e quindi il sintomo. Si consiglia sempre una visita specialistica per una diagnosi differenziale.

L’importanza del movimento – Osteopatia viscerale

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Osteopatia Viscerale: Movimento, disfunzioni, sintomi, patologie e trattamento osteopatico.

Il Movimento

Universo in contino movimento

Il movimento è un segno della vita. L’energia primordiale, primo motore, è all’origine di ogni forma e di ogni formulazione, dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo, la vita è sempre in movimento. Tutto è iniziato con un impulso, una vibrazione. Ogni cosa nell’universo è in movimento, abbia essa grande o ridotta ampiezza, alta o bassa velocità. Gli elettroni danzano con una velocità irrefrenabile, mentre lo spostamento delle placche tettoniche della crosta terrestre è di pochi centimetri all’anno. Ogni cosa si muove nello spazio e nel tempo e gli esseri umani non sfuggono a questa legge. Essi sono al tempo stesso parte integrale del cosmo e un tutto unico in sé. Siamo composti di articolazioni ossee, muscoli che permettono il movimento, legamenti e fasce che permettono il collegamento e strutture viscerali che assicurano il funzionamento della macchina. La vita è moto, ritmo, scambio e perpetuo adattamento a nuove situazioni, assimilazioni, rigetto e difesa.

La colonna vertebrale è un componente molto importante del corpo, la sua resilienza è dovuta al fatto che è una struttura flessibile e deformabile. La corretta fisiologia degli organi interni dipende anche dalla sua capacità di sopportare la deformazione. I visceri della cavità addominale hanno un moto indipendente l’uno dall’altro perché le membrane sierose che li avvolgono sono anche delle superfici di scorrimento. I gruppi di visceri mobili sono contenuti nella cavità addominale, pelvica, toracica e cranica.

Tutte le patologie dei visceri hanno come risultato quello che non chiamiamo fissazioni, disfunzioni. Quando ciò si verifica, l’organo in questione non si muove più liberamente nella sua capa cavità, ma resta bloccato a un’altra struttura. Il corpo deve compensare questa situazione, che porta a un problema funzionale e anche, nel caso di inadeguata compensazione, ha un problema strutturale.

I sintomi e patologie dovuti a disfunzione sono:

  • Apparato digerente: gastrite, esofagite, colite, stipsi, meteorismo, gonfiore addominale, dolore addominale ecc…., N.B. Una ricerca condotta in Begio e pubblicata su Nature e Microbiology svelerebbe il rapporto tra intestino(considerato il secondo cervello) e disturbo depressivo.
  • Apparato respiratorio: riniti, sinusite, bronchite, polmonite, otite, asma, ecc..
  • Apparato uro-genitale: cistite, dolori mestruali, cisti ovariche, fibromi uterini , ciclo non regolare, affezioni renali, disturbi della prostata, ecc…

Il trattamento osteopatico

Il trattamento osteopatico consiste nella stimolazione dell’organo per ristabilire la sua mobilità e la sua motilità fisiologiche. L’osteopatia è l’arte di indurre l’autocorrezione da parte dell’organismo e la manipolazione viscerale è solo uno dei mezzi per perseguire tale scopo. Manipolazioni isolate dell’articolazione sacro-iliaca, della struttura sfeno-frontale o del fegato sono solo di relativo interesse e non dovrebbero essere mai viste come fini a se stessi. Ognuna di esse è un mezzo per introdursi nell’intero sistema e stimolare una risposta auto-correttiva. La manipolazione osteopatica induce l’organismo ad attivare le proprie difese traendole dalle proprie riserve. La manipolazione non è comunque un sostituto del potere inerente al corpo.

Disfunzioni osteopatiche

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Disfunzioni osteopatiche, quando e come si formano, sintomi e patologie, come interviene l’osteopatia

 

Neonati, Bambini, Adolescenti

Sistema nervoso vegetativo nellessere umano

Sistema nervoso vegetativo nell’essere umano

I meccanismi che determinano una disfunzione si possono verificare durante la vita fetale(utero patologico, disequilibrio del bacino materno, gravidanza gemellare, impegno precoce), durante la nascita(impegno, discesa, espulsione, parto cesareo, travaglio lungo o breve, forcipe o ventosa), durante la prima infanzia(i traumi dovuti alle cadute costituiscono l’eziologia più frequente).

Alterazioni funzionali connesse a tali disfunzioni:

rigurgito, coliche intestinali, torcicollo congenito,

stipsi, allergia, bronchite, enuresi, problemi

O.R.L., miopia, astigmatismo,

mal di testa, palato troppo stretto,

pianti notturni, problemi occlusali,

strabismo, disturbi del sonno,

assenza o ritardo nel camminare a 4 zampe,

dispalasia alle anche, ecc……..

Dai sette anni fino all’adolescenza è molto importante controllare la postura, cioè quell’atteggiamento che ogni organismo assume cercando di rimanere in economia, confort ed equilibrio. La postura dipende dalla genetica, dalle sofferenze fetali e dai traumi da parto, dagli organi di senso(occlusione, vista, udito, appoggio podalico, deglutizione), dall’alimentazione, dallo sport, dalle abitudini, dal carattere ecc……

Alterazioni morfologiche connesse:

scoliosi, cifosi, iperlordosi,

disequilibri del bacino,

piede piatto, piede cavo,

valgismo o varismo delle ginocchia,

dismetria degli arti inferiori,

dismetria delle spalle, posture non corrette

 

Neo Mamme

Dolce attesa

Durante la gravidanza si verificano degli importanti cambiamenti nel corpo della mamma e le trasformazioni fisico-posturali e il nuovo equilibrio ormonale possono influenzare il sistema emozionale. Le principali patologie e i disturbi funzionali che si possono verificare sono:

lombalgia, sciatalgia, dorsalgia, cervicalgia, cervico-brachialgia, difficoltà digerenti, difficoltà respiratorie, gambe gonfie, mal di testa, nausee, vertigini, dolori articolari, dolori muscolari ecc…

Con l’Osteopatia si può intervenire sia nella prevenzione sia nel trattamento di tali patologie e disfunzioni.

Parto

Durante il parto naturale c’è un aumento del diametro del bacino della mamma per favorire il passaggio della testa del bimbo e poi di tutto il corpo. E’ fondamentale quindi una buona mobilità delle ossa del bacino, delle anche e delle vertebre lombari. Con l’Osteopatia si va a dare movimento a tali strutture in modo che ci siano meno resistenze possibili per il bambino e il parto sia meno doloroso per la mamma.

Nel parto cesareo è importante trattare il prima possibile la cicatrice affinché non si formi il cheloide.

Dopo Parto

donne disfunzioni e dolori in gravidanza

Disfunzioni e dolori in gravidanza

La mamma deve affrontare la convalescenza e la ripresa delle funzioni fisiologiche del suo organismo. In questo periodo possono verificarsi disturbi come dolori al perineo, dolori lombari, dolori sacrali, dolori alla colonna, dolori alla cicatrice da parto cesareo, mal di testa, malessere generale, depressione post parto, ecc..   Anche in questi casi l’Osteopatia può essere un valido rimedio per recuperare tali scompensi strutturali e funzionali ripristinando un buon equilibrio psico-fisico.

 

  

Adulti e Anziani

anziano dolori derivanti da disfunzioni

Anziano: dolori derivanti da disfunzioni

Negli adulti e negli anziani la disfunzione è dovuta ad una perdita di mobilità di qualsiasi struttura del corpo con insorgenza di infiammazione neurogena e quindi dolore. L’Osteopatia è indicata:

Colonna vertebrale

dolori e disfunzioni, con o senza irradiazione, tipo: sciatiche, cruralgie, lombalgie, lombo-sciatalgie, nevralgie intercostali, dorsalgie, cervicalgie, nevralgie cervico-brachiali, torcicollo, ecc…..

Arti

dolori e disfunzioni di tutte le articolazioni, come: distorsioni, tendinite, blocchi, reumatismi, stasi e gonfiore, ecc.

Cranio

dolori e disfunzioni come: mal di testa, certe problematiche di carattere ortodontico( masticazione, ATM, click, ecc…), nevralgie facciali, alcuni problemi degli occhi, sinusiti ecc.

Visceri

coliche intestinali e renali, coliti, stipsi, difficoltà digestive, cistiti, problematiche legate al ciclo, ecc…..

 

Come interviene L’Osteopata

osteopatia ciclo di sedute e curva del miglioramento

osteopatia ciclo di sedute e curva del miglioramento

Dopo l’anamnesi che serve a prendere le informazioni sulla problematica del paziente, si fanno dei test di mobilità-motilità per trovare le zone del corpo in disfunzione, si ricrea movimento a tali strutture migliorandone la vascolarizzazione e l’innervazione e di conseguenza si riduce l’infiammazione neurogena e quindi il sintomo. Il fondatore dell’Osteopatia Andrew Tailor Still diceva, trova la disfunzione, trattala, lasciala.

Le tecniche osteopatiche sono molto dolci per tutte le fasce di età ad eccezione di sportivi adulti nei quali si praticano delle tecniche strutturali se la dinamica del trattamento lo richiede.

Stress emotivo, cause, sintomi e osteopatia

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Stress emotivo donna

Che cosa è lo stress emotivo?

Lo stress è la risposta psicofisica ad una quantità eccessiva di stimoli emotivi, cognitivi o sociali percepiti dalla persona. Lo stress eccessivo può facilmente portare numerosi disturbi da stress.

Il processo stressogeno si compone di tre fasi distinte:

  • Fase di allarme: il soggetto segnala l’esubero di doveri e mette in moto le risorse per adempierli;Curva dello stress in rapporto all'efficienza fisico mentale
  • Fase di resistenza: il soggetto stabilizza le sue condizioni e si adatta al nuovo tenore di richieste;
  • Fase di esaurimento: in questa fase si registra la caduta delle difese e la successiva comparsa di sintomi fisici, fisiologici ed emotivi.

La durata dell’evento stressante porta a distinguere lo stress in due categorie. Quello acuto, che si verifica una sola volta e in un lasso di tempo limitato; quello cronico, cioè quando lo stimolo è di lunga durata.

Lo stress cronico

Gli stress cronici possono essere ulteriormente distinti in stress cronici intermittenti e stress cronici propriamente detti. I primi si presentano ad intervalli regolari, hanno una durata limitata, e sono quindi più o meno prevedibili. I secondi sono invece rappresentati da situazioni di lunga durata che investono l’esistenza di una persona. Diventano stressanti nel momento in cui rappresentano un ostacolo costante al perseguimento dei propri obiettivi.

Oltre alla durata, è importante anche la natura dello stressor. Possiamo avere stressor benefici, detti eustress, che danno tono e vitalità all’organismo. Ma anche stressor nocivi, detti distress, che possono portare ad un abbassamento delle difese immunitarie. 

Quali sono le cause dello stress?

Lo stress è una risposta psicofisica che l’organismo mette in atto in risposta a compiti che sono valutati dall’individuo come eccessivi: questo significa che un evento stressante per qualcuno potrebbe non esserlo per altri e che uno stesso evento in fasi di vita diverse può risultare più o meno stressante. È tuttavia utile individuare alcuni fattori che risultano tipicamente stressanti per la maggior parte delle persone.

Molti dei grandi eventi della vita possono risultare stressanti, sia eventi piacevoli come il matrimonio, la nascita di un figlio o un nuovo lavoro, sia quelli spiacevoli come la morte di una persona cara, una separazione o il pensionamento. Accanto a questi eventi possiamo identificare come fonti frequenti di stress alcuni fattori fisici: il freddo o il caldo intensi, l’abuso di alcol o il fumo, ma anche serie limitazioni nei movimenti.

Stress emotivo uomoEsistono inoltre fattori ambientali che ci espongono al rischio di stress, pensiamo ad esempio alla mancanza di un’abitazione, agli ambienti molto rumorosi, a livelli di inquinamento elevati. Ricordiamo, infine, le malattie organiche e gli eventi straordinari quali i cataclismi.

 

Lo stress può essere provocato da:

  • eventi della vita sia piacevoli che spiacevoli (ad esempio: matrimonio, nascita di un figlio, morte di una persona cara, divorzio, pensionamento, ecc.
  • cause fisiche: il freddo o il caldo intenso, abuso di fumo e di alcol, ecc.
  • fattori ambientali: la mancanza di un’abitazione, ambienti rumorosi o inquinati, ecc.
  • malattie organiche: quando il nostro corpo è affetto da una malattia, l’intero organismo, nel tentativo di difendersi, si pone in uno stato di tensione che, nella maggior parte dei casi, per le scarse difese in grado di apportare, sfocia in una condizione di stress. I sintomi da stress possono essere suddivisi in quattro categorie: sintomi fisici, comportamentali, emozionali, cognitivi.

Sintomi fisici

  • Mal di testa
  • Cervicalgia, dorsalgia, lombalgia, sacralgia
  • Difficoltà digerenti
  • Colite
  • Gastrite
  • Tachicardia
  • Sudorazione
  • Dolori diffusi a livello articolare e muscolare
  • Agitazione e irrequietezza
  • Problemi di sonno
  • Stanchezza
  • Vertigini
  • Perdita di appetito
  • Stipsi
  • Disequilibrio

Sintomi comportamentali

  • Digrignare i denti
  • Attitudine alla prepotenza
  • Aumento dell’uso alcolici Mangiare compulsivamente(fame nervosa)
  • Criticare gli altri
  • Impossibilità di portare le cose a termine.

Sintomi emozionaliemozioni primarie umane

  • Pianto frequente
  • Nervosismo, ansia
  • Rabbia
  • Infelicità
  • Solitudine
  • Sentirsi impotenti a cambiare le cose
  • Essere facilmente agitati o sconvolti

Sintomi cognitivi

  • Difficoltà a pensare in maniera chiara
  • Impossibilità nel prendere decisioni
  • Dimenticare le cose o distrarsi facilmente
  • Pensare di scappare via
  • Mancanza di creatività
  • Preoccuparsi costantemente
  • Perdita di memoria
  • Perdita del senso dell’umorismo 

 Osteopatia e stress

 L’osteopata va alla ricerca delle strutture corporee in disfunzione, ricrea movimento a tali strutture per ottenere un riequilibrio sia a livello circolatorio-ormonale(cortisolo) che a livello nervoso centrale e periferico( orto-simpatico e para-simpatico). Si avrà così un buon funzionamento del sistema ormonale e un miglioramento dell’infiammazione neurogena. Si possono trattare in questo modo soprattutto i sintomi fisici derivanti dallo stress.

Come interviene l’Osteopata?  

Le tecniche osteopatiche sono dolci e non invasive.

Se riscontri i sintomi fisici sopra elencati contattaci per una prima visita. Non aspettare che la situazione peggiori. La tua salute è importante. Vai alla pagina “Contatti”, puoi chiamarci o lasciarci un tuo riferimento, ti richiameremo quanto prima.

 

La dinamica Cranio-Sacrale

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Tutte le strutture del corpo manifestano quello che l’Osteopata percepisce come dei micro-movimenti coordinati al ritmo di 10/14 al minuto. Tali movimenti sono parti costituenti del Meccanismo Respiratorio Primario il quale si divide in due tempi:

uno di andata e uno di ritorno alla posizione neutra di partenza. Per analogia alla respirazione diaframmatica, si parla di un tempo inspiratorio e un Tempo espiratorio cranio-sacrale.

Nel tempo espiratorio tutte le strutture del corpo compiono un movimento di Flessione o Rotazione Esterna mentre nel tempo espiratorio compiono un movimento di Estensione o Rotazione interna.

La dinamica cranio-sacrale è quella che l’Osteopata percepisce in tutte le parti del corpo sulle ossa, sui visceri, sui muscoli, sulle membrane della dura madre e sulle fasce.

Tutti i movimenti cranio sacrali vengono prodotti in modo ritmico e involontario.

La perdita o la limitazione di questi movimenti in una delle parti del corpo costituisce la disfunzione osteopatica con infiammazione neurogena e quindi dolore.

L’Osteopata, individuata la disfunzione, ripristinerà il movimento in quella struttura, ricreando così il regolare scambio di sostanze  a livello nervoso e quindi il benessere.

Prevenzione posturale e recupero da traumi calcistici

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L’Osteopatia è un metodo terapeutico ideato da A.T. Still e basato sul principio che il corpo è capace di fabbricare i rimedi propri contro le malattie, quando le sue reazioni strutturali sono normali, la sua nutrizione è buona ed è inserito in un buon ambiente.

I tre principi dell’Osteopatia sono:

  1. Unità del corpo, cioè tutte le parti del corpo sono legate tra loro tramite le fasce, muscoli, sistema nervoso.
  2. La struttura governa la funzione, cioè ci deve essere l’integrità del nostro sistema di regolazione neurologico ed ormonale, ma anche della nostra ossatura, al fine di conservare la libertà di movimento di tutti i nostri tessuti.
  3. Il ruolo dell’arteria è supremo, cioè il sangue, la linfa e tutti gli altri liquidi del corpo che trasportano sostanze nutritive e rifiuti devono circolare liberamente

La risultante è un autoguarigione del corpo.

Le tecniche osteopatiche sono tecniche molto dolci, specialmente i trattamenti in bambini o adolescenti.

Posture e Disfunzioni di Mobilità come cause di infortuni nello sport è un lavoro sperimentale svolto in collaborazione con molte società di calcio (Ascoli Calcio, AFC Fermo, Civitanovese, Sambenedettese Calcio, Grottammare, Spes Valdaso, Porto D’Ascoli, Porto Sant’Elpidio, Montefiore dell’Aso, Marina Palmense).

Il lavoro è stato svolto anche con i singoli atleti delle varie specialità sportive (Golf, Pallavolo, Pallacanestro, Ginnastica Artistica, Attrezzistica, Tennis, Nuoto, Danza, Atletica, Ciclismo, Automobilismo, Motociclismo, Sci) con un’età che va dai 6 ai 18 anni fino ad arrivare ai professionisti.

Si è fatta in tutti prima un’analisi posturale e dove ce ne è stato bisogno si è intervenuti osteopaticamente in collaborazione con le altre specialistiche mediche e paramediche cercando di riorganizzare la postura che soprattutto nel periodo dello sviluppo può subire delle alterazioni.

Poi si è fatta un’analisi osteopatica sulle disfunzioni di mobilità (colonna, bacino, arti, ecc…), che se causa di infortuni venivano trattate cercando di ripristinare il giusto equilibrio corporeo.

I risultati sono stati molto positivi e anche la FIGC di Fermo ha aderito al progetto affinché con un convegno tutte le società di calcio e i genitori fossero informati sui dati e sulla casistica di tale progetto.

SINTOMI CAUSATI DA TRAUMI CALCISTICI O DA UNA POSTURA NON CORRETTA (1000 calciatori dai 6 ai 18 anni) CON SEGUENTE TRATTAMENTO OSTEOPATICO:

  • Dolori muscolari
  • Infiammazioni muscolari
  • Dolori articolari
  • Stiramenti
  • Strappi muscolari
  • Pubalgia
  • Dolori alla colonna
  • Distorsione alla caviglia
  • Distorsione al ginocchio
  • Dolori osso sacro e coccige
  • Mancanza di cordinazione
  • Prestazioni sportive limitate
  • Mobilità articolare limitata

Alterazioni funzionali e morfologiche del neonato e del bambino

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Foto trattamento osteopatico neonato

Cosa può fare l’osteopatia nelle alterazioni funzionali e morfologiche del neonato e del bambino

 

Quando una o più parti del corpo( vertebre, ossa craniche, osso sacro, stomaco, intestino, ecc.) perdono il movimento, si instaura la disfunzione (traumatiche, fisiologiche,intraossee e pseudo-disfunzioni) e di conseguenza compare la sintomatologia.

Nel neonato  i meccanismi che  possono generare la disfunzione si verificano durante la vita fetale, durante la nascita e durante la prima infanzia.

 

DURANTE LA VITA  FETALE

Utero patologico

Lo spazio intra-uterino è troppo piccolo, non permette uno sviluppo corretto del feto con eventuali mal posizioni dei piedi, degli arti inferiori, ecc….

Disequilibrio del bacino materno

Negli ultimi due mesi di gravidanza, la volta cranica poggia sulla circonferenza pelvica e subisce l’influenza di ogni grave asimmetria

Gravidanza gemellare

Uno dei due gemelli può subire una compressione cranica causata dai

piedi dell’altro, ecc…

Impegno precoce

C’è una forza oppressiva in una parte del cranio, generalmente la volta.

 

DURANTE LA NASCITA

Durante l’impegno: mii soffermo sopratutto sulla disfunzione che può avvenire nella presentazione O.I.S.A. poiché è la presentazione più frequente. Infatti sette parti su dieci avvengono con tale presentazione.

 La testa del feto impegnatasi sotto l’influsso delle contrazioni uterine, si modella, modifica la propria forma per adattarsi al canale dove deve defluire. Se ad es. il travaglio è molto lungo, il parto è difficoltoso, le contrazioni uterine sono troppo forti, ecc.., c’è un modellaggio eccessivo delle ossa interessate per cui: nelle presentazioni di fronte e di vertice c’è un modellamento a livello delle ossa della volta, nelle presentazioni di faccia il modellamento avviene a livello del frontale, parietali e occipite, nelle presentazioni podaliche il modellamento avviene a livello delle ossa sacrali e iliache.

Durante la discesa: Nel terzo tempo della discesa il cranio con l’occipite si appoggia sulla sinfisi pubica che fa punto perno e così può effettuare una rotazione per far coincidere il suo diametro maggiore con quello maggiore dello stretto inferiore. Se la sinfisi non si muove o è asimmetrica si possono verificare delle disfunzioni soprattutto intraossee a livello dell’occipite.

Durante l’espulsione:Anche qui la sinfisi fa da punto perno all’occipite ed il cranio del bimbo così può effettuare una flessione grazie alla quale si verifica la fuoriuscita delle testa. Se la sinfisi non si muove o è asimmetrica si possono verificare delle disfunzioni soprattutto intraossee a livello dell’occipite.

 

DURANTE IL PARTO CESAREO

C’è una differenza di pressione tra l’interno dell’utero e la pressione atmosferica troppo repentina che può generare una perdita di movimento, soprattutto una compressione cranica

Durante un lungo travaglio:

C’è un modellaggio eccessivo delle ossa della volta o del bacino a secondo delle presentazioni

Un parto con forcipe o ventosa:

Genera delle bozze  e delle asimmetrie craniche

 

DURANTE LA PRIMA INFANZIA

Dopo i primi stress della vita fetale e della nascita, il bimbo può subire diversi traumatismi che producono disfunzioni. Le cadute costituiscono l’eziologia più frequente e se l’ossificazione non è completata possono causare lesioni intraossee, se l’ossificazione è terminata possono causare lesioni traumatiche

I neonati come i bambini hanno  capacità proprie di autoguarigione, quindi il corpo può autocorreggere  la disfunzione. Se invece il trauma è importante o il bimbo non riesce ad autocorreggere la disfunzione sorgeranno nell’immediato o nel tempo alterazioni morfologiche e/o funzionali.

 

Le basi dell’osteopatia

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La medicina olistica

Da qualche anno si sta assistendo al diffondersi di un nuovo concetto della terapia medica (sarebbe più giusto definirla una “riscoperta”): la medicina olistica.

Lo studio tradizionale del corpo umano si basa sulla divisione, soprattutto a fini didattici, delle branche mediche. Questa settorialità ha portato nel corso degli anni all’ultra-specializzazione che caratterizza la nostra medicina. Se da un lato questo ha permesso di raggiungere gli elevati standard di efficienza diagnostica, terapeutica e chirurgica dello specialista, dall’altro ha via via evidenziato le carenze di un approccio troppo parziale alle conoscenze che, apprese disgiuntamente, non vengono poi integrate tra loro riducendosi ad una visione meccanicistica dell’organismo.

La medicina olistica cerca di re-interpretare le conoscenze tradizionali in una nuova chiave di lettura dove l’individuo non è visto come un insieme di sistemi ma come un’unità, dove i vari  apparati, psiche, strutture, ecc… interagiscono per il benessere.

 

L’osteopatia

Nasce in America alla fine del XIX secolo dal lavoro di Andrew T. Still.

Still era un medico che messo di fronte all’inadeguatezza dei mezzi dell’epoca (purghe, salassi ecc.), decise di utilizzare un approccio diretto sul paziente, re-interpretando l’anatomia in una visione funzionale e non fine a se stessa e intervenendo sui pazienti senza l’uso dei farmaci.

L’osteopatia, come scienza olistica, si prefigge il riequilibrio del corpo nella sua globalità.

I principi su cui si basa l’osteopatia sono:

  • La globalità del corpo
  • La relazione tra struttura e funzione
  • La capacità di autoregolazione e autoguarigione del corpo

I sistemi con cui interagisce sono:

  • Il sistema muscolo-scheletrico
  • Il sistema fasciale
  • Il sistema cranio-sacrale

Attraverso la manipolazione di questi sistemi l’osteopata interviene sulle restrizioni di mobilità che hanno ripercussioni sulla dinamica vascolare, linfatica e nervosa  con la perdita di equilibrio tra strutture e funzioni, dove le strutture sono i muscoli, i visceri, le ghiandole ecc., mentre le funzioni sono le attività che esse svolgono. Questa alterazione di equilibrio viene definita DISFUNZIONE.

Il compito che si prefigge l’osteopatia è quindi la ricerca di queste disfunzioni al fine di curare i sintomi. Sotto questa nuova luce i sintomi non perdono l’interesse prioritario, ma vengono considerati solo un effetto e non la causa della patologia

 

Il sistema fasciale

Il sistema fasciale è quello che in osteopatia può essere definito un secondo scheletro, lo scheletro connettivale che non ha solo funzioni di sostegno inglobando muscoli, visceri ed ogni atra struttura, ma è un elemento vivo, con funzioni immunitarie e metaboliche, è in esso che si manifestano, si sviluppano ed in fine si esauriscono i processi infiammatori.

Questo sistema, grazie alla continuità sia anatomica che funzionale, mette in relazione le diverse strutture anatomiche così che l’alterazione di un segmento può influire su distretti corporei limitrofi per l’alterazione della meccanica, ma anche lontani per tensioni fasciali.

Le disfunzioni del sistema fasciale si evidenziano come alterazioni quantitative, qualitative e tridimensionali delle fibre connettivali che lo compongono. Infatti le caratteristiche meccaniche delle fasce sono date dal rapporto percentuale degli elementi che le compongono (collagene, elastina, ecc.) e dal loro orientamento tridimensionale, entrambe si differenziano in base alle funzioni da assolvere nei vari distretti durante la vita fetale. Dopo la nascita (ma anche prima), possono subentrare però stimoli differenti da quelli per cui questi tessuti erano stati “programmati” dal nostro patrimonio genetico modificandone le proprietà e compromettendo la funzionalità del tessuto stesso e della struttura di cui fa parte. Questi input possono essere di origine meccanica, i quali vanno a modificare l’aspetto quantitativo delle componenti connettivali inducendo ispessimento e fibrosi, ma anche ormonali (soprattutto nelle donne), metabolici, esogeni (cicatrici e traumi) ed esiti di processi infettivi o infiammatori (es. sfregamento pleurico post pleurite)  che vanno a determinare anche una variazione dell’orientamento spaziale di tali fibre.

In queste situazioni l’osteopata va alla ricerca delle variazioni di densità tissutale e una volta individuate, agirà sulla trama connettivale attraverso stimoli manuali volti a modificare le tensioni  e restituire la fisiologia dei tessuti.

 

Il sistema cranio-sacrale

Il concetto di sistema cranio-sacrale è un concetto puramente osteopatico. Esso nasce  dalla ricerca di William G. Sutherland (1873-1954) che prese in considerazione la possibilità di una mobilità cranica. Tale teoria scaturì dall’osservazione di un cranio disarticolato. Venne colpito dalla conformazione a “becco di flauto” della sutura temporo-parietale che faceva ipotizzare la possibilità di qualche tipo di  (modesto) movimento.

 Le basi del concetto cranio-sacrale sono:

  • La fisiologia di ventricoli e liquor

I plessi corioidei producono liquor a fasi alterne. La produzione viene inibita sotto il riflesso di stiramento delle pareti dei ventricoli, il quale ritorno elastico garantisce la circolazione del liquor stesso

  • La mobilità (elasticità) delle suture

Le suture mantengono una mobilità relativa che permette al cranio di “ammortizzare” traumi esterni e di adattarsi alle variazioni di pressioni interne.

  • La trasmissione tramite membrane

L’aumento della pressione ad opera del liquor viene trasmesso lungo tutta la colonna grazie alle meningi.

Le meningi sono il sistema di trasmissione del sistema cranio-sacrale, esse inglobano la massa encefalica tramite la pia madre, mentre la dura madre  “tappezza” la scatola cranica ed emette dei prolungamenti dal foglietto interno che dividono in setti la cavità cranica e nel quale spessore si trovano arterie e vene meningee e seni venosi.

Il foglietto esterno della dura aderisce alla faccia interna della scatola cranica e in modo maggiore lungo le suture, gli orifizi di passaggio per nervi e vasi e a livello del forame occipitale. L’adesione si prolunga al di fuori del cranio fino a C2/C3 dove la dura madre encefalica si continua con la dura madre spinale. Quest’ultima non aderisce all’endorachide ma ne è separata dallo spazio epidurale, la connessione viene comunque mantenuta da prolungamenti fibrosi che costituiscono i legamenti meningo-vertebrali, inoltre la dura forma guaine durali attorno alle radici di ciascun nervo spinale, nel punto in cui le radici si uniscono, le guaine si fondono in una guaina unica che si continua, al di fuori del canale vertebrale, nell’epinervio. La dura madre spinale si inserisce ancora a livello di S2 per poi continuare nel filo terminale che si forma dalla fusione delle tre meningi.

Queste considerazioni di carattere anatomico sono alla base della visione che l’osteopatia ha dell’insieme cranio-sacrale. Infatti è facile immaginare come ogni perturbazione delle tensioni meningee a livello cranico, possa potenzialmente interferire su tutta la colonna e viceversa, dando origine ad alterazioni funzionali delle strutture in essa contenute e che con essa traggono rapporti. Tali disfunzioni possono manifestarsi con sintomatologie congestizie o alterazioni vegetative fino alle più evidenti patologie meccaniche della colonna (soprattutto indirettamente per via delle alterate afferenze nocicettive).

 

Le lesioni cranio-sacrali

Vengono considerate lesioni cranio-sacrali le disfunzioni che alterano il sistema precedentemente descritto. Vengono convenzionalmente divise in:

  • FISIOLOGICHE: Che non limitano la mobilità del sistema e quindi non interferiscono sulla dinamica cranio-sacrale mantenendone così la funzionalità, a prescindere dal rispetto o meno dei canoni di “normalità”.
  • NON FISIOLOGICHE: Che limitano il movimento,  alterano quindi la funzionalità di tale sistema creando i presupposti per  manifestazioni sintomatiche.

Oltre, naturalmente, alla genetica che comunque mantiene uno stato di rispetto della fisiologia, i meccanismi che permettono l’instaurarsi di queste lesioni possono essere gli stessi per entrambe le tipologie e  sono:

  • PRE NATALI: Da sofferenze fetali, dovute alla posizione del feto (maggiori nelle gravidanze gemellari) o a disfunzioni del bacino o della struttura addominale della madre.
  • DA PARTO: Lesioni dovute alle sollecitazioni meccaniche che il neonato subisce durante il parto.
  • TRAUMATICI O MICRO-TRAUMATICI: Da traumi post-natali come gli esiti di fratture ( N.B. alcune strutture ossee, come il sacro, ossificano definitivamente intorno ai 25 anni) o sollecitazioni ripetute che possono influenzare il fisiologico rimaneggiamento osseo anche in età adulta (deglutizione atipica, masticazione unilaterale, decubito mandibolare, pratica sportiva, ecc.).

Queste ipotesi di lesioni hanno in comune che tutte, attraverso lo stimolo meccanico, portano a delle variazioni dell’osteogenesi.

Il tessuto osseo è un particolare tipo di tessuto connettivo che, come nel caso del connettivo fasciale, si sviluppa in base ad un imprinting genetico e si modifica in base alle sollecitazioni meccaniche a cui è sottoposto, mantenendo l’equilibrio tra osteogenesi e osteolisi. Nei casi sopra descritti, la compressione meccanica potrebbe  stimolare l’attività osteoblastica favorendo la deposizione ossea con gli effetti di una perdita di elasticità dei tessuti o suture interessate attraverso un processo di ossificazione che nei neonati potrebbe risultare prematuro tanto da provocare modificazioni della forma. E’ facile immaginare gli stress a cui verrebbero sottoposti i tessuti che con queste strutture traggono rapporti.

Le forme esasperate di queste disfunzioni sono le craniostenosi con l’ossificazione prematura di intere suture, nei quali casi però, concorrono altri fattori.

 

Effetti delle disfunzioni

Nell’osteopatia la traduzione in sintomi delle disfunzioni avviene attraverso la riduzione o la modificazione della mobilità/elasticità dei tessuti coinvolti. La conseguente mancanza di funzionalità porta a embarghi vascolari con alterazioni del trofismo o difficoltà di drenaggio per compressione diretta di arterie e vene (nel caso in cui queste attraversino tessuti connettivali retratti) o ad alterazioni delle afferenze di tipo nervoso che si ripercuotono a livello muscolo scheletrico ed anche a livello viscerale attraverso il SNA (es. tensioni sub occipitali possono causare risposte vagali).

 

Indicazioni

L’ osteopatia come disciplina olistica ha un campo di applicazioni vastissimo che comprende tutte quelle disfunzioni che non hanno come origine perdita dell’integrità anatomica, turbe virali, infettive o tumorali.

Questa vastità di applicazioni, non conosce limiti di età.

 I risultati maggiori e più stabili nel tempo si ottengono nei neonati, o comunque durante l’infanzia, dove un intervento precoce può rimuovere cause primarie di patologie (otiti, sinusiti, stipsi, ecc.) ed evitare l’insorgere di problematiche successive. E proprio in questa fase  infatti che, la disfunzione di una sutura, o di qualsiasi altra struttura, può tramutarsi in una lesione permanente, con influenze sullo sviluppo dell’individuo. Non è raro riscontrare, ad esempio, disfunzioni (riduzione di elasticità e ossificazione prematura) della sutura intermascellare e/o maxillo-palatina con ripercussioni sullo sviluppo fisiologico dell’apparato stomatognatico con le ormai conosciute conseguenze posturali. In altri casi si possono manifestare carenze immunitarie, dovute ad alterazioni della funzione timica, determinata da disfunzioni sternali o mediastiniche o, ancora, alterazioni del tono  di alcuni settori muscolari da compressioni nervose (torcicollo “congenito”).

Ben altre sono le situazioni che possiamo trovare nell’adulto o nell’anziano.

Mentre nel bambino, il lavoro osteopatico potrebbe essere visto anche in chiave preventiva, nell’adulto abbiamo il manifestarsi di uno sintomo da trattare. Il sintomo viene visto come campanello d’allarme di un qualcosa che non funziona, ma raramente, a meno che non si tratti di un trauma, possiamo individuare una e una sola causa primaria. In un soggetto adulto infatti, abbiamo a che fare con un vissuto che ha portato nel corso degli anni alla sommazione di disfunzioni, esperienze motorie ed emotive, patologie e traumi che hanno modificato ed adattato l’organismo fino ad arrivare al punto che, un ulteriore piccolo cambiamento, può superare la capacità adattativa del soggetto in questione scatenando il sintomo.

La capacità del corpo di adattarsi è individuale, quindi avremo soggetti “storti” senza alcun sintomo e soggetti con piccole disfunzioni con sintomi importanti. Questo si riscontra di frequente soprattutto in ambito muscolo-sceletrico, quando soggetti anziani, con diverse ed importanti degenerazioni del rachide,  lamentano sporadici fastidi dopo sforzi, mentre soggetti più giovani con lesioni minori (protusioni o discopatie non degenerate) lamentano sintomi invalidanti. A limitare la capacità di compenso, concorre in maniera importante lo stato emotivo dell’individuo. Stati di ansia o stress infatti, vanno ad intaccare l’equilibrio orto-para-simpatico con le conseguenti variazioni a livello del tono muscolare ed effetti vegetativi.

 

Come interviene l’osteopata?

L’osteopata non cerca di correggere la struttura ma, attraverso lo studio e l’analisi delle catene cinetiche e anatomo-funzionali, va alla ricerca delle cause che hanno interferito con la fisiologia, per restituire all’organismo la capacità adattativa innata di cui è fornito (principio di autoguarigione). In un ernia discale, ad esempio, non si può intervenire direttamente sul materiale espulso (se non chirurgicamente), ma si può fare in modo da migliorare la postura e l’elasticità del rachide affinché se ne riduca o elimini la sintomatologia.

Che si tratti di neonati o anziani, di lesioni suturali, tensioni di legamenti articolari o viscerali, l’azione manuale si esplica attraverso delle delicate manipolazioni volte a dare mobilità a distretti che  ne hanno perso, fornendo uno stimolo meccanico diverso in base al tipo di connettivo interessato, al fine di restituire la funzionalità propria del tessuto e al corpo la stato di benessere attraverso il recupero della fisiologia individuale.

 

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